Una causa che si protrae per anni. Nel 2004 Monti infligge al gruppo americano una maximulta da 497 milioni di euro e lo condanna a consegnare agli altri produttori i codici sorgente di Windows per rendere i server compatibili con quello di Gates. Una sentenza che segna una svolta anche nell’hi tech: Monti ha spiegato più tardi che la Commissione non ha accettato, pur rischiando, un compromesso perché era fondamentale «stabilire una certezza giuridica su cosa vuole dire abuso di posizione dominante nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione». E sette anni dopo un «riconoscimento» gli viene attribuito proprio dagli Stati Uniti quando, qualche mese fa, Monti è il primo non americano a ricevere l’Antitrust Achievement Award, premio che l’American Antitrust Institute attribuisce ogni anno.

— 

Il custode del rigore che stoppò Bill Gates - Corriere della Sera

Chissà che non abbia idee positive anche per una maggiore concorrenza in Italia…

Notes